Nel mondo della sicurezza sul lavoro, si tende a parlare soprattutto degli infortuni che accadono. Molto meno di quelli che per fortuna non accadono, ma che avrebbero potuto farlo. Eppure è proprio qui, nei cosiddetti near miss o mancati infortuni, che si nasconde una delle risorse più preziose per la prevenzione.
Con il Decreto-Legge n. 159 del 31 ottobre 2025, convertito nella Legge n. 198 del 29 dicembre 2025, il tracciamento dei near miss ha smesso di essere una buona pratica facoltativa. È diventato un obbligo di legge. In questo articolo spieghiamo cosa sono i near miss, perché è fondamentale tracciarli e cosa prevede concretamente la nuova normativa per le imprese.
Cosa si intende per near miss
Il termine inglese near miss, traducibile come “mancato infortunio” o “quasi incidente”, indica un evento anomalo che si verifica in un contesto lavorativo e che non ha causato danni, ma che avrebbe potuto farlo se le circostanze fossero state anche solo leggermente diverse.
Si tratta di situazioni in cui il rischio si è manifestato concretamente, senza però arrivare alle conseguenze peggiori. In un contesto come quello dei lavori in quota, i near miss sono frequenti: un operatore che scivola sul tetto ma rimane agganciato alla linea vita, un attrezzo che cade da un’impalcatura senza colpire nessuno, un lavoratore che entra in uno spazio confinato senza che si attivi il sistema di recupero.
Episodi che, nel migliore dei casi, passano inosservati. Ma che, se analizzati, possono rivelare criticità reali nei processi lavorativi, nelle attrezzature o nelle misure di prevenzione adottate.
La Piramide di Bird: perché i near miss non vanno ignorati
Per capire perché il tracciamento dei near miss sia così importante, è utile richiamare un principio fondamentale della sicurezza sul lavoro: la Piramide di Bird.
Questo modello, elaborato negli anni ’60 dall’ingegnere Frank Bird sulla base di uno studio su oltre 1.7 milioni di infortuni, stabilisce una relazione statistica precisa tra gli incidenti gravi e quelli minori. Per ogni infortunio grave, si verificano statisticamente decine di incidenti minori, centinaia di quasi incidenti e migliaia di condizioni di rischio non segnalate.Il principio è semplice ma potente: intervenire sui near miss significa eliminare le cause, prima che si trasformino in incidenti reali. Ogni mancato infortunio è un segnale di allarme. Ignorarlo significa lasciare aperta una porta che, prima o poi, qualcuno attraverserà nel modo sbagliato.
Il D.L. 159/2025: cosa prevede la nuova normativa
Il Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito dalla Legge 29 dicembre 2025, n. 198, segna un passaggio importante per la sicurezza sul lavoro in Italia. Per la prima volta, la gestione dei near miss cessa di essere una buona prassi facoltativa e diventa un obbligo strutturato per le imprese.
L’articolo 15 del decreto impone alle aziende di identificare, tracciare, analizzare e comunicare i near miss. Lo scopo è spostare il sistema di sicurezza da un approccio reattivo, che interviene dopo l’incidente, ad uno predittivo e proattivo, che agisce prima.
Nel concreto, la norma prevede tre obblighi principali:
- Linee guida nazionali: entro il 30 aprile 2026, il Ministero del Lavoro, d’intesa con l’INAIL e sentite le parti sociali, adotterà linee guida per l’identificazione, il tracciamento e l’analisi dei mancati infortuni.
- Comunicazione dei dati: le imprese devono comunicare i dati aggregati relativi ai near miss segnalati e le azioni correttive o preventive adottate.
Rapporto annuale: ogni organizzazione sarà tenuta a predisporre un Rapporto Annuale Near Miss, contenente dati, indicatori, azioni correttive e risultati ottenuti.
Le novità per le imprese con meno di 15 dipendenti
Il D.L. 159/2025 introduce obblighi specifici anche per le micro e piccole imprese. Viene esteso l’obbligo di aggiornamento periodico per il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) anche alle aziende con meno di 15 dipendenti. Le modalità operative saranno definite dalla contrattazione collettiva nazionale.
Tutte le attività formative, inclusi gli aggiornamenti, dovranno essere registrate nel fascicolo elettronico del lavoratore, collegato al sistema SIISL. Viene inoltre ribadito l’obbligo di mantenere in efficienza i Dispositivi di Protezione Individuale e rafforzata la vigilanza tramite strumenti digitali, tra cui il badge digitale nei cantieri.
L’obiettivo è chiaro: allineare gli standard di sicurezza delle piccole imprese a quelli delle realtà più strutturate, riducendo le disparità che oggi esistono tra aziende di dimensioni diverse.
Come funziona il sistema di gestione dei near miss
La gestione dei near miss non si esaurisce nella semplice registrazione dell’evento. Il processo si articola in quattro fasi distinte:
- Identificazione: devono esistere canali chiari attraverso cui i lavoratori possano segnalare l’evento senza timore di ripercussioni.
- Registrazione sistematica: le segnalazioni devono essere documentate in modo strutturato, per evitare che restino verbali o vadano perse.
- Analisi delle cause: ogni near miss va esaminato per individuare le cause profonde: non solo l’evento in sé, ma le condizioni che lo hanno reso possibile.
- Azione correttiva: sulla base dell’analisi, devono essere adottate misure concrete per evitare che l’evento si ripeta.
Un elemento fondamentale è la cultura della segnalazione. Affinché il sistema funzioni, i lavoratori devono sentirsi liberi di segnalare un near miss senza il timore di conseguenze negative. È per questo che il decreto promuove un approccio no-blame: segnalare un mancato infortunio è un atto di responsabilità collettiva, non un’ammissione di colpa individuale.
I benefici per le imprese: non solo un obbligo
È comprensibile che una nuova normativa venga inizialmente percepita come un ulteriore adempimento burocratico. Ma i vantaggi concreti del tracciamento dei near miss vanno ben oltre la conformità legale. Tra questi troviamo:
- Prevenzione reale degli infortuni: identificare e analizzare i quasi incidenti permette di individuare i punti critici nei processi lavorativi prima che causino danni concreti. Un sistema di sicurezza che impara dai near miss è strutturalmente più efficace di uno che reagisce solo agli infortuni già avvenuti.
- Riduzione dei costi: prevenire un infortunio costa infinitamente meno che gestirne le conseguenze. Le ricadute economiche di un incidente grave includono costi diretti (medici, legali e assicurativi) e indiretti, come l’interruzione della produzione ed il danno reputazionale.
- Coinvolgimento attivo dei lavoratori: il sistema trasforma i dipendenti da soggetti passivi a partecipanti attivi del processo di sicurezza. Un lavoratore che segnala un near miss contribuisce direttamente alla protezione propria e dei colleghi.
Incentivi economici: la normativa prevede strumenti di incentivazione per le imprese che adottano modelli organizzativi avanzati di gestione della sicurezza e di tracciamento dei mancati infortuni.
Il valore dell’informazione: la lezione di Chernobyl
C’è un esempio storico che illustra in modo emblematico il valore del tracciamento degli eventi anomali. Il disastro di Chernobyl, avvenuto nel 1986, non fu un evento imprevedibile e isolato. Tre anni prima, in una centrale nucleare analoga, si era verificato un evento di caratteristiche simili. Non venne reso noto, né venne analizzato. Non vennero adottate misure correttive. Se fosse esistita una cultura della segnalazione, che avrebbe permesso di tracciare e condividere quell’evento, il disastro del 1986 avrebbe potuto essere evitato. È un caso estremo, ma il principio si applica a ogni contesto lavorativo: l’informazione condivisa è lo strumento più potente per prevenire le tragedie. Anche, e soprattutto, quando si tratta di segnali piccoli e apparentemente insignificanti.
Cosa devono fare le imprese adesso
Sebbene le modalità operative di comunicazione al Ministero saranno definite dal decreto attuativo atteso entro giugno 2026, l’obbligo di dotarsi di una procedura interna è di fatto immediato. Prepararsi in anticipo è fondamentale.
In concreto, le imprese dovrebbero già avviare le seguenti azioni:
- definire una procedura interna di segnalazione dei near miss, con canali chiari e accessibili a tutti i lavoratori;
- creare un registro dedicato per la storicizzazione degli eventi e delle azioni correttive intraprese;
- avviare un percorso di formazione e sensibilizzazione dei lavoratori sulla cultura della segnalazione;
- integrare la gestione dei near miss nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
prepararsi alla redazione del Rapporto Annuale Near Miss previsto dalla normativa.
Conclusioni: dalla reazione alla prevenzione
Il D.L. 159/2025 rappresenta un cambio di paradigma nella gestione della sicurezza sul lavoro in Italia. Non si tratta solo di un nuovo adempimento normativo: è un invito esplicito a costruire una cultura aziendale in cui la prevenzione precede l’evento, anziché seguirlo.
Per chi opera nel settore dei lavori in quota e degli spazi confinati questo approccio non è solo un obbligo: è una necessità concreta. Dotarsi degli strumenti giusti, formare il personale e adottare sistemi di tracciamento efficaci significa investire nella sicurezza di ogni singolo lavoratore.
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